Blog

L’UNICA COSTANTE E’ IL CAMBIAMENTO

“L’unica costante è il cambiamento” professava Buddha.
Anche nelle scienze è comprovato che energia e materia cambino in continuazione, si trasformino si fondano, crescano, si modifichino.
In filosofia, addirittura, il mutare è uno dei concetti più importanti con il quale i filosofi, da Eraclito a Hegel, si sono confrontati.
Ma se il cambiamento esiste ed è, per così dire, una conduzione ineluttabile della nostra esistenza, perché tante aziende si oppongono, fanno resistenza, difendono strenuamente le loro posizioni consolidate, sottovalutando gli effetti che questo può causare alla loro organizzazione?
Possono le aziende sopravvivere al cambiamento? Sono capaci di riconoscerlo e, soprattutto, sono in grado di gestirlo?
Abbiamo tanti esempi di imprese che hanno cavalcato il cambiamento ed altre, invece, che ne sono state schiacciate.
Nokia e Blackberry sono dimostrazioni recenti di leader che hanno sottovalutato alcuni segnali e, per questo, sono scomparse dal mercato in breve tempo.
Nella gestione del cambiamento, in azienda il ruolo fondamentale, le più grandi responsabilità ce l’ha il top management che deve essere in grado di:
  • Fare Cultura, cioè insegnare ai collaboratori ad essere curiosi e attenti ai segnali che provengono dall’esterno, a non arroccarsi su posizioni tipo “abbiamo sempre fatto così” e gongolarsi sugli allori, sui successi passati. Bisogna essere umili e mettersi in discussione e, soprattutto, insegnare ad esserlo.
  • Avere una Visione, essere capace, cioè, di individuare la corretta direzione verso la quale andare. Solo se è quella giusta, e se è stata intrapresa in anticipo rispetto ai concorrenti, il successo sarà garantito. In caso contrario, è a rischio la sopravvivenza.
  • Comunicare, saper spiegare obiettivi, piani, strategie a tutti i livelli dell’organizzazione, per evitare che si creino malintesi e confusione, tali da rallentare o bloccare il processo di sviluppo, trasformazione, adeguamento.
  • Motivare perché il cambiamento è un processo ad alto contenuto di stress, significa affrontare campi inesplorati, gestire difficoltà; è necessario creare un clima di entusiasmo e fiducia che non condanni l’errore ma, anzi, lo faccia diventare strumento di insegnamento.
Oggi più che mai, in un contesto socio economico che registra scenari in continua e sempre più accelerata evoluzione, viene richiesto alle aziende, agli imprenditori ed ai manager flessibilità, e adattabilità, oltre che aggiornamenti continui.
E se fino ad ora era sufficiente possedere competenze tecniche per destreggiarsi in ambienti più statici, oggi a queste è richiesto affiancare abilità di tipo relazionale e comunicativo.
Saranno queste le facoltà a fare la differenza. Le aziende che sottovalutano tutto ciò, stanno perdendo il treno del cambiamento. Ed una volta passato, sarà impossibile salire a bordo.
0

Aggiungi un commento