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INSEGNARE E EDUCARE

Le parole “Educare” ed “Insegnare” spesso vengono confuse ed equivocate. In alcuni contesti, ad esempio quello anglosassone, con il termine educazione si intende spesso indicare istruzione.
In realtà, sono due parole con significato profondamente diverso. Spiegarle da un punto di vista etimologico ci può chiarire le grandi differenze.
Insegnare deriva dal latino signum con il prefisso in-; insĭgnare, cioè imprimere segni (nella mente), cioè, trasmettere sapere.
Insegnare è un’attività monodirezionale che parte da chi possiede i saperi e arriva a chi non sa e che deve apprendere senza, teoricamente, possibilità di scambio.
Educare, al contrario, deriva dal latino ex-ducere: venire fuori, tirar fuori. Vuol dire aiutare l’altro a realizzarsi secondo le proprie potenzialità, a tirare fuori il proprio potenziale innato ed acquisito.
Educare è un’attività necessariamente bidirezionale, in cui chi educa deve necessariamente partire da un presupposto di fiducia nell’altra persona, riconoscendo i suoi bisogni e le sue aspettative, facendo emergere il sommerso dell’utente.
Per conquistare la fiducia è necessario autenticità e congruenza tra i sentimenti manifestati e quelli effettivamente provati.
Alcuni aforismi, ci aiutano a comprendere meglio le differenze:
“Non puoi insegnare niente a un uomo. Puoi solo aiutarlo a scoprire ciò che ha dentro di sé” (Galileo Galilei)
“È più facile insegnare che educare, perché per insegnare basta sapere, mentre per educare è necessario essere” (Alberto Hurtado)
“Ogni uomo riceve due tipi di educazione: quella che gli viene data da altri e l’altra, molto più importante, che riesce a darsi” (Edward Gibbon).
Ma tra le tante definizioni a me piace questa che, invece, riesce a meglio coniugare le due parole che sembrano lontane tra loro e renderle più vicine di quanto potessimo pensare:
“Educare è insegnare a pensare, ad aprire la mente a nuovi orizzonti, ad abitare questo tempo e quello che verrà”.
Mica male eh? Che ne pensate?
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